viaggiare con un MANGANELLO NON E’ REATO se è parte dell’uniforme

DA DIRITTO E GIUSTIZIA DI GIUFFRE’

 

ARMI IMPROPRIE | 08 Settembre 2016

 

Viaggiare con un manganello non è reato se esso è parte dell’uniforme di lavoro.

 

Il manganello rientra nelle cd. armi bianche, il cui porto al di fuori della propria abitazione deve essere sorretto da giustificato motivo.

(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 37181/16; depositata il 7 settembre)

È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 37181 del 7 settembre 2016.

Il caso. Il Tribunale di Trapani condannava alla pena dell’ammenda un imputato in ordine al reato di cui all’art. 4 l. n. 110/75 poiché, fuori dalla propria abitazione, portava con sé, senza giustificato motivo, un manganello “estensibile” di cm. 65 in metallo da considerarsi utilizzabile per l’offesa alla persona, mentre si trovava alla guida di un motociclo non coperto da assicurazione. In base all’art. 4 cit., infatti, tra le armi delle quali è vietato il porto salvo autorizzazioni, sarebbe compreso il manganello, rientrante nelle cd. armi bianche, il cui porto al di fuori della propria abitazione deve essere sorretto da giustificato motivo.

Il manganello. La difesa del giovane proponeva ricorso in Cassazione, chiedendone l’annullamento basandosi su diverse motivazioni, tra cui, la più pregnante è quella relativa al fatto che costui viaggiava con tale “arma bianca” poiché essa era parte dell’uniforme fornitagli dal datore di lavoro, in quanto dipendente di una ditta dedita ai servizi di sicurezza dei locali pubblici e privati e il datore di lavoro avrebbe potuto fornire l’autorizzazione/licenza concernente sia l’attività dei dipendenti, sia la dotazione con cui gli stessi si recavano presso i locali commerciali a prestare la loro attività lavorativa. Tale assunto è ritenuto corretto e pregnante dalla Suprema Corte che, dunque, annulla senza rinvio la sentenza impugnata poiché il fatto non costituisce reato.

 

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